1. L'influenza: una premessa terminologica
Se
si scorre con attenzione un buon dizionario di lingua italiana,
non si potrà non scorgere come il termine "influenza"
si presti a molteplici significati; tra questi è possibile
soffermarsi, in particolare, su uno di uso comune: influenza intesa
come "azione esercitata da qualche cosa su luoghi, fenomeni
o persone
".
Un'altra definizione un po' più analitica indica l'influenza
come "Autorità, ascendente, peso o (persino) prestigio":
si dice, per esempio, di chi ha molta influenza su qualcuno. Ma un'accezione utile, anche se ancora generica, ai fini della nostra
ricerca la si può già riscontrare nel termine "influenzare".
Esso viene inteso come "determinare, modificare qualche cosa
esercitando la propria influenza"; per esempio, influenzare
le idee, le decisioni, la scelta di qualcuno
.
Una parola oggi considerata sinonimo di influenzare, nella nostra
lingua, è "influire", in quanto essa rivela, insieme
alla prima, una comune matrice "influere" nel latino,
che significa "fluire, scorrere dentro". Sostantivando
poi tale verbo, si ottiene "influsso", parola poco utilizzata,
a differenza di "influenza", nel campo della psicologia
sociale, in quanto evoca un effetto di carattere arcano e incontrollabile
(il richiamo più frequente di tale termine è riferito
agli astri, al loro supposto potere di operare sul destino degli
uomini) [Mucchi Faina 1996, p.14].
Ciò lascerebbe intendere, in tal caso, che l'influenza agisca
nella vita di tutti i giorni in modo inconsapevole, sganciata da
qualunque base razionale, fuori, in ultima analisi, da ogni controllo
umano.
A chiusura di tale quadro terminologico ricordiamo anche il termine
"influenzabile", spesso letto come sinonimo di "suggestionabile"
e, per tale via, rimanda a quanto detto in precedenza.
Ma è sempre vero che l'influenza agisce in modo nascosto,
colpendo persone inconsapevoli?
Oggigiorno, gli psicologi sociali, quando parlano di influenza,
e precisamente di influenza "sociale", tendono a distinguerla
dall'influsso e, soprattutto, dalla suggestione, significati che
caratterizzarono i primi studi in campo sociale. Sempre oggi, si
usa sottolineare come gran parte dei processi d'influenza sociale
non si basano prevalentemente su irrazionali risposte individuali,
ma su giudizi e ragionamenti. A partire da S. Asch, un noto studioso
di psicologia sociale, la stessa suggestione viene relegata in secondo
piano, in quanto portatrice, in campo sociale, di effetti limitati
e non generalizzabili [Asch 1948, in Mucchi Faina op. cit., p.14]
Ma esiste allora una definizione precisa, oggi, dell'influenza sociale,
alla luce di tali considerazioni?
2. L'influenza sociale: un'analisi di partenza
Oggi, più che di influenza sociale, si preferisce
parlare di "influenze sociali" o di processi di influenza
sociale, in quanto, con il progredire delle ricerche in ambito psicologico,
risulta chiaro come tale fenomeno assuma forme ed effetti sempre
più diversificati: di qui l'impossibilità di poter
rispondere al quesito precedente, se esiste cioè una definizione
precisa di tale processo.
Ad ogni modo, poiché il tema dell'influenza sociale costituisce
il fulcro degli studi di psicologia sociale, può risultare
comunque utile quanto ci propone Angelica Mucchi Faina sulla descrizione
del termine: lo studio dell'influenza sociale approfondirebbe "le
modalità con cui i processi mentali, le emozioni e i comportamenti
degli individui (o dei gruppi) sono modificati dalla presenza (effettiva
o simbolica) di altri individui (o gruppi)" [Mucchi Faina op.
cit., p.11]. In questo modo si compie un altro passo verso la comprensione
del fenomeno.
Ma ci sono ancora alcune considerazioni da fare. Se in genere il
processo d'influenza sociale comporta che il destinatario (o "bersaglio",
come viene chiamato in gergo) faccia proprio il comportamento, le
idee e i sentimenti di un altro (chiamato "fonte o agente di
influenza"), modificando il proprio comportamento, le proprie
idee e i propri sentimenti, in certi casi può verificarsi
che tale processo non produca il suo esito, anzi produca un effetto
boomerang, ossia un effetto di segno opposto, con il quale il soggetto
reagisce alla situazione invocando un margine di libertà,
di autonomia (tale fenomeno è spesso posto a base dell'anticonformismo
e prende il nome di "reattanza") [Mucchi Faina op. cit.,
p.134].
L'influenza sociale inoltre non conduce necessa-riamente al cambiamento
del proprio modo di essere. Talvolta, infatti, finisce per frenare
quelle persone che desiderano cambiare, e ciò rappresenta
l'altra faccia della stessa medaglia. Basti pensare a quella situazione
in cui, all'interno di una comitiva di amici, un individuo si è
sempre trovato in sintonia con le opinioni degli altri, ma adesso
che ha cambiato idee non trova più il coraggio di esprimere
se stesso, per il timore di essere giudicato negativamente o, peggio
ancora, tagliato fuori dalle relazioni con gli altri membri del
gruppo.
Ciò può dar luogo a processi conformistici, che analizzeremo
approfonditamente più avanti.
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