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SOMMARIO
3. Confronto tra l'influenza sociale e altri processi
4. L'influenza sociale dal '600 ai nostri giorni
4.1 Dalla stregoneria al "fluido magnetico" di Mesmer
4.2 "L'influenza razionale": Cooley, Baldwin, Ross
4.3 L’influenza sociale e lo studio sperimentale:  i contributi di Allport e Asch
 

3. Confronto tra l'influenza sociale e altri processi

Un ulteriore approfondimento che ci può meglio chiarire cos'è l'influenza sociale è quello consistente nel distinguere tale processo da altri che, solo apparentemente, s'identificano con essa, ma che, nella realtà, possono generare o essere generati dall'influenza.
Per esempio, si può dire che "influenzare" non significa necessariamente "persuadere". La persuasione "costituisce solo uno dei possibili tipi di influenza sociale" [Mucchi Faina op. cit., p.16]. La fonte, infatti, può pro-durre un'influenza sul bersaglio senza che questo sia necessariamente costretto ad aderire alla posizione della prima. Nella persuasione, invece, lo scopo primario è quello di convincere, costringere (sia pure in maniera soft): insomma persuadere ad una determinata posizione il bersaglio. Questa forma speciale di influenza si riscontra, per esempio, nel campo della pubblicità.
La persuasione, inoltre, si basa su argomentazioni e su messaggi; mentre l'influenza sociale può generare da un semplice comportamento posto in essere da un soggetto.
L'influenza poi non comporta sempre il cambiamento di atteggiamento: questo è solo uno dei possibili esiti di un processo d'influenza sociale. Va inoltre aggiunto che lo stesso cambiamento di atteggiamento può risultare non da un processo d'influenza specifico ma dall'attivazione di un ragionamento posto in essere dallo stesso soggetto [Mucchi Faina op. cit., p.16]: questi, ad esempio, per ridurre la forte incoerenza tra il suo modo di pensare e quello di agire, opta per un cambiamento di atteggiamento, frutto appunto di un atto di ragionamento suo proprio. In tal modo il soggetto riduce il suo stato di tensione originato dalla "dissonanza cognitiva" [Festinguer 1957, in Mucchi Faina op. cit., p.16].
Alcune ricerche in tale ambito hanno inoltre evidenziato come il cambiamento di atteggiamento possa derivare anche da un processo abitudinario [Harrison 1977, in Mucchi Faina op. cit., p.17]: in sintesi, è possibile che una persona, di fronte alla semplice esposizione ad uno "stimolo" possa reagire appunto mutando le sue idee in merito; questo perché lo stimolo, nel corso del tempo, acquista "familiarità ".
   
 


Per comprendere ciò può essere citato l'esempio di uno studioso, Harrison, sulla "Torre Eiffel": quest'ultima ha dovuto "faticare" per essere accolta positivamente, dal 1889 ad oggi, dalla popolazione francese, la quale la considerò inizialmente uno sfregio all'urbanistica di Parigi. Oggi la Torre Eiffel è divenuto uno dei simboli più famosi della capitale francese, amata sia dai metropoliti sia dai tanti turisti che affollano la capitale. L'esempio vuole mostrare come lo stimolo "Torre Eiffel" sia divenuto, in tal caso, familiare nel tempo, avendo abituato tutti alla sua presenza.
Un'ultima considerazione sul cambiamento di atteggiamento c'induce a sottolineare come alla sua base ci sia un piano di studi incentrato sull'analisi dei processi psicologici individuali, come sostengono Eagly e Chaiken, mentre lo studio sull'influenza sociale ruota intorno all'analisi del contesto sociale, delle relazioni che intercorrono tra la fonte e il bersaglio [Eagly e Chaiken 1993, in Mucchi Faina op. cit., p.17].

Altra apparente identificazione, infine, è quella tra influenza e potere.

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Si dice spesso, al riguardo, che chi influenza lo fa perché detiene un potere; ciò è vero, ma solo in parte. Innanzi tutto perché, sul piano concettuale, l'influenza è un processo mentre il potere è una relazione che s'instaura tra due soggetti: l'uno "comanda", l'altro "obbedisce". Numerosi studi recenti, inoltre, a partire da quelli focalizzati sullo studio delle "minoranze attive" contro la "maggioranza conformista" [Faucheux e Moscovici 1967, in Mucchi Faina op. cit., p.18], hanno dimostrato come l'influenza possa essere esercitata anche da chi non ha potere all'interno della struttura sociale. Più in particolare, anche un subordinato può produrre un'influenza sul leader quando, per esempio, riesce ad ingraziarselo [Jones 1964, in Mucchi Faina op. cit., p.18].

4. L'influenza sociale dal '600 ai nostri giorni

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4.1 Dalla stregoneria al "fluido magnetico" di Mesmer

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4.2 "L'influenza razionale": Cooley, Baldwin, Ross

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4.3 L’influenza sociale e lo studio sperimentale:  i contributi di Allport e Asch

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