5. I soggetti nel processo di influenza sociale:
la fonte e il bersaglio
Veniamo ora a coloro che rappresentano le "parti
in causa" nel processo di influenza sociale: la fonte e il bersaglio.
Come è facile intuire, la fonte può essere comunemente rappresentata
da una o più persone (per esempio un gruppo) che comunicano materialmente
un messaggio [Cavazza 1996, p. 69].
Colui che agisce come fonte o sorgente d'influenza può dunque essere
un singolo, magari nostro conoscente, oppure, più in generale, un'entità
collettiva a noi distante: un'istituzione, un giornale, un'azienda
che pubblicizza un particolare prodotto. Ad ogni modo, ciò che caratterizza
questa fonte è l'elaborazione di un messaggio da "spedire" al destinatario:
il bersaglio. Vi sono alcuni attributi che contraddistinguono meglio
una sorgente d'influenza: la credibilità, l'attrazione, il potere
[Mc Guire 1985 in Cavazza op. cit., p. 70].
Come si vedrà più avanti, ognuno di essi può generare un particolare
livello d'intensità dell'influenza. Una fonte credibile, per esempio,
può indurre un soggetto a "interiorizzare" profondamente il contenuto
di un messaggio, mentre una fonte attraente lo spinge soprattutto
ad identificarsi con essa. Una fonte dotata di potere, infine, può
spingere a un cambiamento solo superficiale del proprio atteggiamento,
in relazione, magari, a ricompense o punizioni, che essa può conferire
al soggetto [Kelman 1961, in Cavazza op. cit., p. 70].
Per quanto concerne il bersaglio, egli rappresenta "il vero soggetto
di tutto il processo, chi può, in ultima istanza, determinare il
successo o il fallimento" [Mucchi Faina 1996, p. 30]. Alcune ricerche,
riportate in Moscovici (1986) e in Mucchi Faina (1996, 1998), hanno
approfondito le caratteristiche individuali di questo, per verificare
il maggiore o minore grado di influenzabilità alla fonte. Si è così
studiato, tra l'altro, l'età, il sesso, lo status sociale, l'appartenenza
etnica del bersaglio. L'importanza di tale figura appare oggi più
che mai dal fatto che, secondo le indagini più recenti, l'influenza
sociale si manifesta sempre più come un processo di tipo costruttivo
tra il bersaglio e la fonte. L'influenza, in altre parole, "è l'effetto
dell'incontro tra l'esperienza del bersaglio e lo stimolo a cui
esso è esposto" [Mucchi Faina 1996, p. 19].
Gli psicologi sociali, dunque, sono andati ben oltre la teoria comportamentistica,
così come sostenuta da Allport, nella quale il bersaglio rispondeva
meccanicamente allo stimolo proveniente dalla fonte. Questi, invece,
farebbe suo lo stimolo esterno e reagirebbe alla fonte "sulla base
delle informazioni di cui è in possesso, delle emozioni che prova
e delle motivazioni che lo muovono" [Mucchi Faina op. cit.]. Oggi,
tra l'altro, la psicologia non si sofferma più soltanto sull'influenza
vista come un processo unidirezionale, proveniente cioè da una sola
parte; perché "nella vita quotidiana ciascuno di noi è spesso contemporaneamente
fonte e bersaglio d'influenza sociale" [Mucchi Faina op. cit.].
Ciò significa che un singolo (o un gruppo) può influenzare un altro
singolo (o un altro gruppo), ma, a sua volta, può subire dagli altri
l'influenza. Partendo da tali considerazioni si può osservare lo
sviluppo nel tempo di molteplici teorie che tendono a descrivere
il fenomeno, secondo il numero dei canali d'influenza, come processo
unitario, binario o multifattoriale. I modelli differiscono tra
loro anche per il principio che li sottende, e per un'analisi che,
in taluni casi, mette in risalto un particolare aspetto del processo,
in altri casi, invece, pone in gioco numerosi fattori interpretativi.
Nel modello unitario, per esempio, si vuole stabilire fondamentalmente
ciò che spinge l'individuo a subire l'influenza, le sue motivazioni.
Nascono così nel tempo diverse teorie, a partire dagli "psicologi
della suggestione" ottocenteschi (Le Bon e Tarde), per arrivare,
ai nostri giorni, a quelle più moderne, raggruppabili in due tipi:
la teoria incentrata sull'autovalutazione di Festinguer (1954) e
la teoria basata sul concetto di auto-categorizzazione di Turner
(1991) [Festinguer e Turner in Mucchi Faina op. cit., pp. 138 -
139]. In sintesi, e secondo tali studiosi, l'influenza sociale dipenderebbe
principalmente dal bersaglio; il quale metterebbe a confronto le
sue opinioni, quando le considera dubbie, con quelle degli altri,
per verificarne la veridicità.
Per Turner, che riprende questa riflessione di Festinger, tale processo
avverrebbe non verso tutti, come ritiene Festinger, ma esclusivamente
con riferimento alle norme del proprio gruppo. Il modello binario,
invece, prende in esame due differenti motivazioni: "non solo il
desiderio (dell'individuo) di essere nel giusto", ma anche "il desiderio
di proteggere, e possibilmente migliorare, la propria condizione
e la propria immagine". Il modello del doppio processo porta con
sé numerosi sostenitori.
A titolo di esempio, può essere menzionato il modello di Moscovici
(1980), basato sul duplice processo "di convalida e di confronto"
attivato nel bersaglio e originato da fonti comunemente diverse
(fonte minoritaria nel primo processo, maggioritaria nel secondo).
La convalida consisterebbe nell'analisi da parte del bersaglio del
rapporto esistente tra la posizione della fonte e la realtà in questione;
il confronto, invece, rappresenterebbe un esame dei motivi per cui
la valutazione del bersaglio differisce da quella della fonte [Moscovici
in Mucchi Faina op. cit., p. 141].
I modelli multifattoriali, infine, sono più complessi, in quanto
mettono in gioco più fattori di spiegazione del processo d'influenza.
Nella "teoria dell'elaborazione del conflitto" (TEC), per esempio,
la fonte viene considerata da diverse angolazioni, e cioè dal numero
(fonte maggioritaria o minoritaria), dalla competenza (esperto o
inesperto), dall'appartenenza categoriale (ingroup o outgroup).
A fronte di ciò, poi, si analizzano i compiti a cui è sottoposto
il bersaglio (compiti di opinioni, attitudinali o di tipo obiettivo,
senza ambiguità). E' in relazione a tali compiti, infatti, che nasce,
per ognuno di essi, un conflitto nei confronti della fonte (conflitto
d'identità o di incertezza del bersaglio).
|