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SOMMARIO
1. Una premessa
2. Una prima possibile crepa nel muro del consenso:
la presenza di un sostegno sociale
3. Il sostegno sociale in azione: cenni su alcuni esperimenti
4. Incoerenza della maggioranza ed efficacia del sostegno sociale
5. Permanenza o temporaneità dell'indipendenza acquisita
6. Sostegno pubblico o privato
7. Sostegno sociale e questione razziale
8. Perché; il sostegno sociale diminuisce la conformità
9. Quando il sostegno origina un nuovo conformismo
 
 
1. Una premessa

Quando si parla di rottura del consenso, si vuole, in prima linea evidenziare quel vasto filone di studi volti ad approfondire quali siano le condizioni sociali in cui la pressione all'uniformità del gruppo e l'obbedienza ad un'autorità subiscono uno scacco.
Nella prima parte di questa sezione si parlerà del paradigma del "sostegno sociale alla non-conformità", e cioè della presenza, nella vita sociale, di persone in grado di sostenere le opinioni del singolo di fronte alla maggioranza o all'autorità, rompendo così il consenso sociale.
Più avanti, invece, si accennerà ad altre ricerche che focalizzano l'attenzione sulle c. d. "minoranze attive", capaci non solo di rompere il consenso maggioritario, ma anche dotate di un "potere d'innovazione" che prelude ad un cambiamento della realtà sociale.

2. Una prima possibile crepa nel muro del consenso: la presenza di un sostegno sociale

Lo studio sulla rottura del consenso può passare, come ricorda Mugny [cfr. Doise - Deschamps - Mugny 1980, p. 153], per due possibili approcci teorici. Il primo mostra come la diminuzione della dipendenza dal gruppo o dall'autorità possa essere una semplice funzione inversa della intensità di variabili che producono la sottomissione. E pertanto se, come visto in precedenza, alcuni fattori, come l'aumento delle dimensioni del gruppo, la sua più alta discrepanza, la vicinanza dell'autorità, il potere da essa esercitato nel conferire ricompense o punizioni, possono spingere notevolmente l'individuo verso il consenso generale, affermare le proposizioni inverse significa, ovviamente, creare le condizioni affinché tale consenso possa venire meno. Alcuni esperimenti di Asch e di Milgram, del resto, hanno proprio dimostrato questo.
Il secondo approccio consente, invece, di fare un passo più in avanti verso la comprensione del fenomeno. Se si parte infatti dalla considerazione che l'influenza della maggioranza o di un'autorità si manifesta, nella realtà sociale, in maniera pressoché permanente, occorre allora domandarsi quali siano quelle condizioni sociali che consentono al soggetto di opporsi alla sottomissione.
L'analisi della presenza effettiva di un sostegno sociale ad una minoranza composta da un solo soggetto vuole essere pertanto una prima possibile spiegazione della rottura del consenso.
   
 

3. Il sostegno sociale in azione: cenni su alcuni esperimenti

La presenza effettiva del sostegno sociale nella rottura del consenso fu studiata fin dall'inizio da Asch e Milgram, in tempi diversi e nei rispettivi esperimenti sul con-formismo e sull'Autorità.
Come si è già detto, Asch, in una delle varianti al suo esperimento base, aveva introdotto nel gruppo maggiori-tario un "deviante" (collaboratore dello sperimentatore) che rispondeva sul compito di percezione visiva prima del soggetto critico e si muoveva in maniera corretta (cioè oggettiva), in contrasto, quindi, con il giudizio scorretto della maggioranza. Il tasso di conformismo calò, in tal modo, drasticamente, dal 32 al 5,5% [cfr. Mucchi Faina 1996, p. 39].
Così anche Milgram, nel suo esperimento 17, aveva constatato una notevole disobbedienza all'autorità dello sperimentatore quando affiancò al soggetto sperimentale altri due soggetti (sempre collaboratori dello sperimen-tatore) addestrati ad un particolare compito: il primo dei due leggeva la lista di parole da associare; il secondo accertava la loro corretta associazione e il "vero soggetto" aveva il compito di somministrare le finte scariche elettriche alla "vittima".
Durante l'esperimento, i due collaboratori disobbediro-no in tempi diversi all'autorità, rinunciando a dare l'assenso al proseguimento della ricerca; e il soggetto sperimentale, venutosi a trovare solo di fronte ad uno sperimentatore che invitava a continuare le prove, sull'esempio dei due collaboratori, disobbedì più facilmente. Non a caso i risultati mostrarono un calo del tasso di obbedienza dal 65 al 10% [cfr. Doise - Deschamps - Mugny 1980, pp. 155-156].
Generalizzando, gli esperimenti sulla presenza del sostegno sociale si basano tutti sulla necessità di verificare l'importanza di un "alleato" quale condizione di rottura del conformismo. Tali esperimenti, però, non hanno finora consentito di chiarire una questione fondamentale sul fenomeno: un "deviante" può rispondere diversamente dalla maggioranza, ma non necessariamente nella stessa direzione del soggetto sperimentale (per esempio, dando luogo a risposte ancora più scorrette di quelle espresse dal gruppo); e qui sorge un interrogativo: è più importante, per il soggetto, constatare che la maggioranza si divide, risultando incoerente sul tema, oppure è per lui maggiormente necessario un vero e proprio sostegno nella rottura del consenso?
A questa domanda si cercherà di rispondere in modo, si spera, esauriente nel paragrafo che segue.

4. Incoerenza della maggioranza ed efficacia del sostegno sociale

In uno dei suoi numerosi esperimenti condotti negli anni '50, Asch rilevò, come si è visto, che l'introduzione di un "complice" in aiuto del soggetto sperimentale aveva prodotto una frattura col gruppo, contribuendo alla rottura del conformismo, quando tale "complice" rispondeva nel modo più appropriato al compito di percezione visiva (1951).
Pochi anni più tardi (1955) Asch decise di apportare un'ulteriore verifica all'esperimento precedente, e intro-dusse, questa volta, nel gruppo un dissidente (il solito collaboratore) addestrato nel dare risposte ancora più scorrette di quelle espresse dalla maggioranza. Curiosamente, la rottura del consenso si ebbe comunque, e provocò, anche in questo caso, un forte calo del tasso di conformismo, equiparabile all'incirca a quello prodottosi precedentemente, in presenza di un "alleato".
Questo risultato portò l'autore alla conclusione che, non tanto era necessario che il sostegno sociale fosse in accordo con il giudizio privato del soggetto (e quindi non era tanto importante la risposta in sé), ma che tale sostegno rompesse semplicemente l'unanimità del gruppo, in modo che esso, agli occhi del soggetto, fosse percepito incoerente nei suoi giudizi.
Ciò che pertanto doveva risultare di fondamentale importanza per il soggetto era la constatazione di una maggioranza non più unita in un giudizio unanime, a prescindere dalle risposte date dal "complice" [cfr. Moscovici op. cit.; Doise-Deschamps-Mugny op. cit.]. Questa spiegazione trovò più tardi d'accordo anche altri studiosi quali Allen e Levine (1968), che confermarono, nelle loro ricerche, quanto Asch aveva scoperto, ma con un'ulteriore considerazione: se ai fini della rottura del conformismo occorreva esclusivamente la percezione di una maggioranza contraddittoria nei suoi giudizi, ciò poteva essere vero soltanto in quei compiti di discriminazione visiva (le famose "linee" dell'esperimento di Asch) giudicati di tipo oggettivo; mentre in quelli di tipo soggettivo, come le opinioni, era indispensabile la presenza effettiva di un "alleato" che fosse d'accordo con il giudizio privato del soggetto.
La spiegazione di ciò è presto detta: negli item di opinione la cosiddetta "aspettativa di consenso" del gruppo è in genere piuttosto bassa, in quanto si sa che le opinioni hanno comunemente un valore discrezionale e non trovano facilmente d'accordo tutti i membri di un gruppo. Al contrario, quando si tratta di effettuare una valutazione di carattere oggettivo l'aspettativa di consenso del gruppo è molto alta, proprio perché è possibile una ed una sola risposta giusta. Cosicché, nel primo caso, basta una banale incoerenza del gruppo per invalidare la sua tesi; mentre, nel secondo, è necessaria una comunanza di pensiero tra il "dissidente" e il soggetto sperimentale.

5. Permanenza o temporaneità dell'indipendenza acquisita

Consulta la tesi integrale su TESIONLINE.IT

6. Sostegno pubblico o privato

Consulta la tesi integrale su TESIONLINE.IT

7. Sostegno sociale e questione razziale

Consulta la tesi integrale su TESIONLINE.IT

8. Perché il sostegno sociale diminuisce la conformità

Consulta la tesi integrale su TESIONLINE.IT

9. Quando il sostegno origina un nuovo conformismo

Consulta la tesi integrale su TESIONLINE.IT

 CONTINUA...  









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