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Alcune considerazioni conclusive possono essere utili per meglio comprendere la rilevanza di ricerche come quelle sull’influenza sociale, adatte a suscitare interesse non soltanto in ambito scientifico, fra gli “addetti ai lavori”, ma anche fra coloro che, attratti dalla propria sensibilità, desiderano conoscere le dinamiche psico-sociali che sottendono ai rapporti umani.

Talerilevanza viene poi rafforzata ove si consideri che, per il principio dell’unità del sapere, la tematica riveste un indubbiointeresse interdisciplinare, che travalica l’ambito, pur fondamentale, della psicologia sociale, per non escludere, tra i molteplici contributi, quelli offerti dai sociologi, dagli storici, maanche, in un’analisi più completa che investa l’intera esistenza umana, dai filosofi e dai teologi.

Tornando ai più angusti limiti della presente trattazione, giova sottolineare che molto è stato scritto sull’influenza sociale, e sugli argomenti ad essa collegati, come ilconformismo, l’autorità e la rottura del consenso. Ciò vale, in particolare, per gli studiosi d’oltreoceano che per primi ne hanno trattato. Si spiega così come la bibliografiaamericana in questo ambito risulti ben più ampia di quella italiana, che solo di recente ha preso in considerazione i processi d’influenza legati alla formazione di atteggiamenticonformistici e innovativi.

Per quanto concerne, poi, la verifica dei risultati ottenuti dai ricercatori in laboratorio, è utile ricordare alcuni dei limitiinsiti nelle stesse procedure sperimentali, che, in certi casi, possono condurre ad una percezione poco realistica della realtà. La formazione estemporanea di “gruppi di laboratorio”, per esempio, suscita delle riserve. Il fatto, invero, che un gruppo di questo tipo sia stato creato per un fine ben preciso, quello indicato dalla stessa ricerca, potrebbe indurre a ritenere almeno in parte viziati i risultati conseguiti, per l’attenuarsi o il venire meno di requisiti fondamentali che contraddistinguono la vita stessa del gruppo, come la stabilità delle relazioni tra i suoi membri, la condivisione di interessi e credenze, e cosi via.

E’ stato, inoltre, giustamente osservato che la stessa relazione con la fonte, lo sperimentatore, che cattura “naturalmente” l’attenzione verso di essa, potrebbe, almeno in parte, inficiare i risultati, per l’artificiosità dei rapporti tra fonte e bersaglio, che appaiono distanti da quelli che verosimilmente s’instaurano nella realtà quotidiana.

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Copyright © 2003 Marco Coroniti. Tutti i Diritti Riservati

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